toscanoirriverente:

apophis:

thx-1138:

misantropo:

stripeout:

gli impianti fotovoltaici sono connessi alla rete per una serie di ragioni tanto banali che evidentemente è inutile spiegare.. […]


Che pugnettone della madonna, considerato che parliamo dello 0,2% della domanda totale di energia elettrica italiana.

Quello 0,2 ci è costato il 15% in più in bolletta, e centinaia di migliaia di posti di lavoro (ALCOA e THIESSEN vi dicono nulla?).Il tutto per mettere in piedi un meccanismo che peggiora notevolmente la nostra bilancia commerciale (i pannelli sono quasi tutti importati), riempirà le discariche di silicio per i prossimi 100, ed opera a livello sociale come un redistriutore di reddito AL CONTRARIO, prendendo un pezzetto a ciascuno e mandando tanto nelle tasche di pochi.Chi ha messo n piedi questo meccanismo dovrebbe essere bendato e fucilato in piazza quale traditore del paese.

Fucilato fucilato, no… Ma un bel clistere ai biocarburanti non guasterebbe.

possibilmente prodotti da filiera corta.

che il FV in Italia sia stato gestito alla cazzo è auto-evidente.
c’è voluto il primo decreto dell’anno (quello salvaqualsiascosa) per porre finalmente termine allo scempio del FV sui terreni agricoli, sarebbe bastato vietarlo da subito e si sarebbe impedito l’abominio delle speculazioni su suoli agricoli, per definizione a bassa rendita.
col salva Alcoa è stato consentire di fare l’innominabile, altro che clistere.
non solo i moduli sono per il 90% di produzione straniera, ma anche gli impianti più grandi sono stati realizzati (o acquistati) da fondi d’investimento e private equity straniere, quindi i proventi che generano (in termini di sussidi) vanno all’estero, e allora?
se un Paese è incapace di avere una politica industriale degna di tal nome, è un problema causato dal FV, o il come è stato gestito il FV ne è un sintomo?
i settori più sussidiati, storicamente, sono l’automotive e l’edilizia: bassa intensità di capitali, sempre più bassa tecnologia, quali prospettive?
il primo FV d’Europa (e del Pianeta) è stato installato in Italia, dall’ENEA, un impianto a Salerno ed un altro a Manfredonia, i moduli li realizzava l’ENI in uno stabilimento in provincia di Roma (Nettuno), poi sono arrivati i signori teutonici hanno intuito la questione, e l’hanno industrializzata, mentre lo stabilimento di Nettuno è stato dismesso e svenduto, mentre da noi “le grandi menti” chiudevano contratti da favola (per loro) per la metanizzazione, spingendo furiosamente il Paese verso la follia dei riscaldamenti autonomi (un buco nero in termini di costi ed efficienza energetica) perchè bisognava vendere il metano per ripagarsi l’investimento dei gasdotti, quando l’Italia (l’API) aveva praticamente da subito la tecnologia per la ri-gassificazione on-board, ossia senza bisogno di costruire gasificatori.. ma senza hub costieri cui connettersi nn serve ad una minchia.
poi dieci anni fà, il mix diabolico tra la riforma del Titolo V della Costituzione, che delegava alle Regioni la materia “energia” e la Legge Centrali, ha fatto proliferare la costruzione delle centrali a turbo-gas nel mezzogiorno, dove però mancava (e manca) la rete AT per distribuire l’ee, altro mega-regalo ai signori che hanno il monopolio  (tutt’ora) della rete metano, col risultato che oggi l’Italia ha potenza installata in surplus per il proprio fabbisogno, ma costosissima, e puntualmente sotto-botta come al Cremlino scendono dal letto col piede sbagliato.
l’industria italiana dell’idroelettrico (la fonte rinnovabile più antica, più importante e più dimenticata del paese) è stata smobilitata e depredata dall’estero.
Fincantieri continua a buttare gente in mezzo alla strada mentre avrebbe competenze e tecnologia per sviluppare i sistemi di installazione per l’eolico off-shore su alta profondità, cosa che nessuno ancora è riuscito a fare, anche se Siemens e Hydro (una tedesca e l’altra norvegese) ci sono quasi, e arrivando prima e meglio su un mercato del genere ci sarebbe uno sbocco su scala mondiale, mantenimento e creazione di posti di lavoro, sviluppo di tecnologia e competenze, e creazione di ricchezza.
in Germania, oggi, con un conto energia sul FV ridicolo hanno installato lo scorso dicembre più FV di quanto in Italia in tutto il 2011, ma gli obiettivi di riduzione al 2020 li raggiungeranno con investimenti seri e concreti sul solare termico, dato che oggi, quando il caltagirone/ligresti in salsa hamburghese costruisce il suo nuovo cazzo di quartiere satellite, NON riempie i lastrici solari di ridicoli impianti solari a circolazione naturale che funzionano al meglio, forse, una stagione, ma realizza accumuli stagionali del volume di un paio di piscine olimpiche, alimentati da sistemi solare-termici forzati installati su tutte le falde dei volumi costruiti, e d’inverno, il calore accumulato si spilla per fare riscaldamento radiante ed acqua calda sanitaria (con un integrazione elettrica coperta con impianti FV), creando tra l’altro, qualche centinaia di migliaia di posti di lavoro stabili, qualificati, retribuiti.. ed un bel po’ di PIL..
nel mentre da noi si continuano a bruciare soldi per il cazzo di super-plasma ad altissime temperature per il solare a concentrazione, mentre negli states, ottimizzando tecnologia già disponibilissima, ci sono aziende che realizzano e commercializzano chiave in mano impianti modulari (a moduli di 1MW) per la produzione di ee, e stanno monopolizzando il mercato degli Emirati, dove tra l’altro investono pesantemente in rinnovabili (loro che hanno le maggiori risorse note di petrolio e gas naturale).
..poi, se vogliamo sparare cazzate col ventilatore, impegnati a discettare sul diametro del dito nel culo (nostro), mentre gli altri, con un minimo di piano industriale degno di tal nome, fanno numeri a 3 cifre mentre noi, avendo il quadruplo della risorsa, continuiamo a piangerci addosso e a rimpiangerci i marchionne, l’asfalto, il cemento, i chicco testa, e magari un po’ di nucleare.. liberissimi, ma nn così interessante.. visto che evidentemente il problema nn è nel FV o nella biomassa o nell’olico, ma nella solita testa-da-sudditi, pronti ad abbaiare alla pioggia come il signorotto di turno schiocca le dita.

toscanoirriverente:

apophis:

thx-1138:

misantropo:

stripeout:

gli impianti fotovoltaici sono connessi alla rete per una serie di ragioni tanto banali che evidentemente è inutile spiegare.. […]

Che pugnettone della madonna, considerato che parliamo dello 0,2% della domanda totale di energia elettrica italiana.

Quello 0,2 ci è costato il 15% in più in bolletta, e centinaia di migliaia di posti di lavoro (ALCOA e THIESSEN vi dicono nulla?).
Il tutto per mettere in piedi un meccanismo che peggiora notevolmente la nostra bilancia commerciale (i pannelli sono quasi tutti importati), riempirà le discariche di silicio per i prossimi 100, ed opera a livello sociale come un redistriutore di reddito AL CONTRARIO, prendendo un pezzetto a ciascuno e mandando tanto nelle tasche di pochi.

Chi ha messo n piedi questo meccanismo dovrebbe essere bendato e fucilato in piazza quale traditore del paese.

Fucilato fucilato, no… Ma un bel clistere ai biocarburanti non guasterebbe.

possibilmente prodotti da filiera corta.

che il FV in Italia sia stato gestito alla cazzo è auto-evidente.

c’è voluto il primo decreto dell’anno (quello salvaqualsiascosa) per porre finalmente termine allo scempio del FV sui terreni agricoli, sarebbe bastato vietarlo da subito e si sarebbe impedito l’abominio delle speculazioni su suoli agricoli, per definizione a bassa rendita.

col salva Alcoa è stato consentire di fare l’innominabile, altro che clistere.

non solo i moduli sono per il 90% di produzione straniera, ma anche gli impianti più grandi sono stati realizzati (o acquistati) da fondi d’investimento e private equity straniere, quindi i proventi che generano (in termini di sussidi) vanno all’estero, e allora?

se un Paese è incapace di avere una politica industriale degna di tal nome, è un problema causato dal FV, o il come è stato gestito il FV ne è un sintomo?

i settori più sussidiati, storicamente, sono l’automotive e l’edilizia: bassa intensità di capitali, sempre più bassa tecnologia, quali prospettive?

il primo FV d’Europa (e del Pianeta) è stato installato in Italia, dall’ENEA, un impianto a Salerno ed un altro a Manfredonia, i moduli li realizzava l’ENI in uno stabilimento in provincia di Roma (Nettuno), poi sono arrivati i signori teutonici hanno intuito la questione, e l’hanno industrializzata, mentre lo stabilimento di Nettuno è stato dismesso e svenduto, mentre da noi “le grandi menti” chiudevano contratti da favola (per loro) per la metanizzazione, spingendo furiosamente il Paese verso la follia dei riscaldamenti autonomi (un buco nero in termini di costi ed efficienza energetica) perchè bisognava vendere il metano per ripagarsi l’investimento dei gasdotti, quando l’Italia (l’API) aveva praticamente da subito la tecnologia per la ri-gassificazione on-board, ossia senza bisogno di costruire gasificatori.. ma senza hub costieri cui connettersi nn serve ad una minchia.

poi dieci anni fà, il mix diabolico tra la riforma del Titolo V della Costituzione, che delegava alle Regioni la materia “energia” e la Legge Centrali, ha fatto proliferare la costruzione delle centrali a turbo-gas nel mezzogiorno, dove però mancava (e manca) la rete AT per distribuire l’ee, altro mega-regalo ai signori che hanno il monopolio  (tutt’ora) della rete metano, col risultato che oggi l’Italia ha potenza installata in surplus per il proprio fabbisogno, ma costosissima, e puntualmente sotto-botta come al Cremlino scendono dal letto col piede sbagliato.

l’industria italiana dell’idroelettrico (la fonte rinnovabile più antica, più importante e più dimenticata del paese) è stata smobilitata e depredata dall’estero.

Fincantieri continua a buttare gente in mezzo alla strada mentre avrebbe competenze e tecnologia per sviluppare i sistemi di installazione per l’eolico off-shore su alta profondità, cosa che nessuno ancora è riuscito a fare, anche se Siemens e Hydro (una tedesca e l’altra norvegese) ci sono quasi, e arrivando prima e meglio su un mercato del genere ci sarebbe uno sbocco su scala mondiale, mantenimento e creazione di posti di lavoro, sviluppo di tecnologia e competenze, e creazione di ricchezza.

in Germania, oggi, con un conto energia sul FV ridicolo hanno installato lo scorso dicembre più FV di quanto in Italia in tutto il 2011, ma gli obiettivi di riduzione al 2020 li raggiungeranno con investimenti seri e concreti sul solare termico, dato che oggi, quando il caltagirone/ligresti in salsa hamburghese costruisce il suo nuovo cazzo di quartiere satellite, NON riempie i lastrici solari di ridicoli impianti solari a circolazione naturale che funzionano al meglio, forse, una stagione, ma realizza accumuli stagionali del volume di un paio di piscine olimpiche, alimentati da sistemi solare-termici forzati installati su tutte le falde dei volumi costruiti, e d’inverno, il calore accumulato si spilla per fare riscaldamento radiante ed acqua calda sanitaria (con un integrazione elettrica coperta con impianti FV), creando tra l’altro, qualche centinaia di migliaia di posti di lavoro stabili, qualificati, retribuiti.. ed un bel po’ di PIL..

nel mentre da noi si continuano a bruciare soldi per il cazzo di super-plasma ad altissime temperature per il solare a concentrazione, mentre negli states, ottimizzando tecnologia già disponibilissima, ci sono aziende che realizzano e commercializzano chiave in mano impianti modulari (a moduli di 1MW) per la produzione di ee, e stanno monopolizzando il mercato degli Emirati, dove tra l’altro investono pesantemente in rinnovabili (loro che hanno le maggiori risorse note di petrolio e gas naturale).

..poi, se vogliamo sparare cazzate col ventilatore, impegnati a discettare sul diametro del dito nel culo (nostro), mentre gli altri, con un minimo di piano industriale degno di tal nome, fanno numeri a 3 cifre mentre noi, avendo il quadruplo della risorsa, continuiamo a piangerci addosso e a rimpiangerci i marchionne, l’asfalto, il cemento, i chicco testa, e magari un po’ di nucleare.. liberissimi, ma nn così interessante.. visto che evidentemente il problema nn è nel FV o nella biomassa o nell’olico, ma nella solita testa-da-sudditi, pronti ad abbaiare alla pioggia come il signorotto di turno schiocca le dita.

@3 months ago with 108 notes
  1. electrolite reblogged this from emmanuelnegro
  2. friedtime reblogged this from falcemartello
  3. colorolamente reblogged this from misantropo
  4. lalumacahatrecorna reblogged this from falcemartello
  5. giullare reblogged this from curiositasmundi and added:
    I grandi giornali italiani al servizio della verità annegano in un bicchiere di neve (gialla).
  6. grandecapoestiqaatsi reblogged this from 3nding and added:
    franco battaglia? quello che disse cheil nucleare non aveva mai ucciso nessuno? no, così, per dire…
  7. nucleare reblogged this from noneun
  8. apophis reblogged this from thx-1138 and added:
    Quello 0,2 ci è costato il 15% in più in bolletta, e centinaia di migliaia di posti di lavoro (ALCOA e THIESSEN vi...
  9. miss-placed reblogged this from noneun and added:
    Mi vien da bestemmiare.
  10. pickumater reblogged this from 3nding
  11. haiku80 reblogged this from guerrepudiche
  12. thx-1138 reblogged this from guerrepudiche and added:
    madonna, considerato che parliamo dello 0,2% della domanda totale...energia elettrica...
  13. guerrepudiche reblogged this from 3nding
  14. noneun reblogged this from ze-violet and added:
    Sì, però uno così non verrà mai licenziato per incompetenza manifesta.
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  21. ohsodeluxe reblogged this from misantropo
  22. misantropo reblogged this from stripeout and added:
    uno che, avendoci interessi in gioco, tira acqua...suo mulino. L’articolo
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